Spiare la moglie: un caso in cui non è reato.

Spiare la moglie: un caso in cui non è reato.

In questo blog abbiamo parlato più volte dell’illegalità dell’atto di spiare la moglie o più in generale in coniuge.

Abbiamo visto come l’atto di spiare la moglie si manifesta sotto una molteplicità di casistiche: il pedinamento, l’installazione di microspie all’interno dell’abitazione, l’interferenza illecita nella vita privata della vittima attraverso dispositivi digitali come cellulari o come Facebook.

Esiste un caso particolare, trattato ed esposto su molti siti di diritto online secondo il quale, spiare la moglie non è reato.

Nel 2008 la corte di cassazione ha assolto dal reato di interferenze illecite nella vita privata alcuni investigatori privati ed i relativi clienti per aver installato presso le auto vetture di coniugi giudicati fedifraghi, microspie e localizzatori GPS.

In altre parole vita dura per chi utilizza la macchina pe portare avanti una relazione extra coniugale.

Non esiste infatti una normativa incriminatrice relativa alle intercettazioni avvenute su un’autovettura ovvero “tutela la riservatezza delle persone che si trovano in autovettura privata sulla pubblica via”. Le leggi relative alla privacy risultano valide solo per quanto riguarda le abitazioni e per quel che si dice in dialoghi realizzati con «un dispositivo per comunicare a distanza».

In ogni caso non fatevi prendere da facili entusiasmami e rivolgetevi ad un investigatore privato professionista capace di fornirvi tutte le informazioni relative alle modalità legali ed ammesse dal legislatore per raccogliere prove valide di un presunto tradimento. Ricordiamo che le pene relative alle interferenza nella vita privata o relative alle intercettazioni illegali, possono essere molto severe e prevedere fino a quattro anni di reclusione.